Fermiamo l’inquinamento ambientale – non c’è più tempo di aspettare

Novembre 2025                           SPIGOLATURE                        A cura di Livio Carati

 

Tra il contesto geopolitico internazionale incerto e il negazionismo climatico di Trump nella città di Belém, in Brasile dal 10 al 27 novembre 2025. Si tiene  la trentesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite (COP30). In questo  appuntamento 162 Paesi dovranno affrontare con urgenza l’insufficienza degli impegni finora messi in campo per affrontare la crisi climatica. La scelta di Belém, capitale dello Stato del Pará, nel nord del Brasile non è casuale. Belem , situata alle porte della grande foresta Amazzonica ,  sempre più minacciata dalla deforestazione, ha anche  un valore simbolico, in quanto costituisce  un ecosistema che svolge un ruolo cruciale nell’assorbimento del carbonio e nella regolazione del clima globale.

La COP , acronimo di Conference of the Parties (Conferenza delle Parti), è il vertice annuale che riunisce i Paesi aderenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), segna il 10º anniversario dell’adozione dell’Accordo di Parigi, un importante momento di bilancio della situazione  climatica internazionale che si era prefisso l’obiettivo di  ridurre le emissioni di  Anidride Carbonica per contenere  l’aumento della temperatura media globale al di sotto della soglia di 2°C rispetto ai livelli pre-industriali.. Obiettivo della Conferenza è quello  di capire   a che punto  siamo rispetto a questo obiettivo.   Gli sforzi profusi fino ad ora, tra successi, sconfitte e la resistenza delle lobby dei combustibili fossili, risultano purtroppo insufficienti. Il mondo ancora non è sulla buona strada, la crisi climatica avanza a un ritmo senza precedenti.  Secondo l’Organizzazione Meteorologica  Mondiale  (Wmo), la temperatura globale supererà la soglia critica di 1,5°C, stabilita dall’Accordo di Parigi, nei prossimi 5 anni. Per fermare questa tendenza, serve perciò un’immediata inversione di rotta, come indicato dalla scienza.  È ancora possibile, ma bisogna fare di più e in fretta, mettendo in campo azioni climatiche accelerate e collettive in grado di contribuire a contenere il surriscaldamento del pianeta entro la soglia critica di 1.5°C. Il fallimento degli obiettivi prefissati deriva anche dal fatto che l’Europa e gli altri Paesi industrializzati non sono stati in grado di fornire ai paesi più poveri e vulnerabili le risorse finanziarie necessarie per decarbonizzare le loro economie e rispondere con mezzi adeguati ai sempre più frequenti e devastanti disastri climatici, che li colpiscono con conseguenze drammatiche. Nel 2024 , inoltre, sono stati  registrati livelli record  di anidride carbonica  nell’atmosfera  e Cina  e Stati Uniti , insieme all’India  sono tra i paesi grandi inquinatori . In questo scenario , sconcerta il fatto che , nonostante le maggiori istituzioni scientifiche ribadiscano che il riscaldamento globale esiste ed è causato dall’uso massiccio di combustibili fossili, c’è chi ancora  nega la realtà mettendo il pericolo il futuro di tutti. Purtroppo i media sono portavoce di dichiarazioni negazioniste, minimizzanti o fuorvianti sul cambiamento climatico, anche da chi guida Paesi strategici come gli Stati Uniti d’America che non manderà alcuna Delegazione . Donald Trump pensa addirittura che la Crisi Climatica è  “Una truffa, la più grande bufala mai raccontata.”  La COP 30 non può perciò essere solo un appuntamento diplomatico tra capi di Stato, ma richiede anche una grande mobilitazione popolare che coinvolga soprattutto le giovani generazioni, per chiedere soluzioni concrete alla crisi climatica  che mettano in primo piano le istanze dei territori per una transizione equa e giusta per il loro futuro e il futuro della Terra. Mentre  scrivo  queste note ,  la  Conferenza   non  si è ancora chiusa. Ci auguriamo perciò che non naufraghi in ulteriori procrastinazioni. Non c’è più tempo da aspettare.