Italiani siamo più poveri e più malati, ma l’amicizia ci salverà

 

Maggio 2026                      SPIGOLATURE                     A cura di Livio Carati

 

 

Malgrado i progressi della tecnologia e delle scienze mediche , le difficoltà
economiche e di integrazione sociale stanno facendo sentire i loro effetti anche sullo
stato di salute psicofisica degli individui . E’ quanto emerge da numerosi studi che da
alcuni anni vengono condotti in tutto il mondo . Già alcuni anni fa un’indagine del
Centro studi della Federazione italiana medici di Medicina Generale ha esplorato gli
effetti della crisi economica sul benessere psicofisico della popolazione attraverso gli
occhi attenti dei medici di famiglia che, con oltre un milione di contatti giornalieri,
costituiscono un monitor efficace sui fenomeni che riguardano la popolazione
generale. Analizzando lo studio emerge un dato significativo: per il 50% dei camici
bianchi lo stato di salute degli italiani è peggiorato rispetto a qualche anno fa.
Una percentuale che cresce al Sud e nelle Isole (57%) e nelle zone dove è diminuita
l’occupazione (63%). Per il 48% invece lo stato di salute è stazionario, mentre solo
l’1,4% ritiene che sia migliorato. Il 64% dei medici ha notato inoltre che i pazienti,
sempre a causa della crisi economica, trascurano il proprio stato di salute.
A conferma della correlazione tra disagio socioeconomico e salute psicofisica ,
l’89% dei medici di famiglia riferisce che i pazienti sono più stressati e questo aspetto
si registra soprattutto nei territori con più disoccupazione e malessere sociale.
A questi fenomeni si aggiunge che in questi ultimi anni si sono allungate
drammaticamente le liste di attesa per i pazienti cronici , soprattutto anziani , che
più degli altri hanno bisogno di controlli periodici . Il ritardo e il mancato
monitoraggio delle terapie farmacologiche ha inoltre ulteriormente allungato la
lista dei pazienti che hanno rinunziato ad assumere i farmaci necessari , o
addirittura a curarsi..
Viene allora da chiedersi se è possibile , e come, combattere
questi fenomeni . Nell’attesa che migliori condizioni socioeconomiche e strutturali
modifichino la situazione ,vi è però qualcosa che possiamo fare, che è alla portata di tutti ,
non costa nulla , fa bene alla salute e fa addirittura allungare la vita! A dirlo è la scienza.
Avere amici migliora la salute e allunga la vita. Secondo una recente ricerca , poter
contare su un buon network di relazioni sociali aumenta le speranze di sopravvivenza
del 50%. E forse anche di più, stimano gli esperti, se si considerano soltanto i rapporti
coltivati con continuità : compagni di avventure, parenti, vicini di casa, persino
colleghi di ufficio. Più ce n’è meglio è : tutti contribuiscono all’effetto longevità e
anche i nemici ‘fanno media’. L’analisi, condotta negli USA sui dati di 148 studi
pubblicati in letteratura, non esamina infatti la buona o cattiva qualità dei rapporti
sociali coltivati , ma soltanto la loro frequenza e le conseguenti ricadute in termini di
salute su un periodo medio di 7 anni e mezzo. Gli autori del lavoro confermano che l
assenza o la scarsità di relazioni sociali si aggiunge alla lista dei fattori di rischio che
accorciano la vita. Non solo , hanno misurato che la solitudine vale quanto fumare 15
sigarette al giorno o essere alcolista. E’ addirittura più insidiosa della sedentarietà e
due volte più pericolosa dell’obesità. L‘idea che la mancanza di relazioni sociali possa
essere un fattore di rischio mortale non è ancora ampiamente diffusa fra le
organizzazioni sanitarie e nell’opinione pubblica.
Isolarsi ‘taglia’ le aspettative di vita, assicurano gli studiosi, mentre interagire con
altri, nel bene o nel male, le allunga. Secondo gli scienziati, il segreto di questo
effetto sta nel senso di responsabilità che spinge chi è circondato da persone care,
familiari o amici, a prendersi più cura di sé e ad assumersi meno rischi. Avere gente
intorno, inoltre, significa solidarietà e potersi aiutare l’un l’altro nei momenti di
difficoltà. I benefici legati a una buona rete di rapporti sociali valgono in qualsiasi età
della vita. Anche se le nuove tecnologie , ad es. IA, potrebbero illuderci del contrario,
nessuna relazione virtuale potrà mai sostituire un amico in carne e ossa.